Polimnia

Bea Zanin
  • genere
    concerto
  • data
    10/04/2021 19:00

Introduzione allo spettacolo

La performance è preceduta da un’intervista con la protagonista e dalle immagini del suo dietro le quinte della residenza artistica e delle prove al Teatro Café Müller.

Spettacolo per voce, violoncello e musica elettronica.
Polimnia, una delle Muse figlie di Zeus e di Mnemòsine, Dea della Memoria, è la musa degli inni sacri e delle danze rituali. La memoria è essenziale per l'arte, per la formazione dell'identità attraverso il tempo. Si può individuare un'affinità strutturale tra gli inni sacri del passato e la musica elettronica dance: il loro procedere ossessivo e “mantrico” suggerisce un parallelismo tra le danze rituali e la dancefloor. Lo show di Bea Zanin è un'operazione archeologica-creativa, che porta alla luce nuovi mondi espressivi. Tutto ciò avviene attraverso l'uso di campioni di brani facenti parte della memoria musicale collettiva e personale, manipolati elettronicamente per essere trasformati e portati a un nuovo status espressivo. La presenza del violoncello suonato dal vivo agisce come ulteriore richiamo all'antica sacralità, che si rinnova nel presente nella sua unione con la musica elettronica, ma che al contempo si proietta nel futuro, rappresentato visivamente dall'altare/consolle di Polimnia. Passato, presente e futuro s'incontrano e s'intrecciano sul palcoscenico, sia musicalmente che spazialmente, e coagulano nella creazione di un vero e proprio dj set.

l'universo dell'artista

La musicista contestualizza la sua creazione in uno spazio scenico suddiviso in tre aree che rappresentano Passato, Presente e Futuro, interagenti fra loro e in un rapporto di reciproca influenza spaziale e concettuale.
Se il Presente, situato in posizione centrale, racconta l'isolamento dell'individuo/artista durante il periodo del lockdown, come ricreando la stanza dell'artista predisposta alla manipolazione elettronica dei suoni, il Passato, spazialmente arretrato, è la postazione del violoncello, è la sacralità della Memoria, quasi la composizione un'immagine mistica. In posizione sopraelevata si staglia l'altare di Polimnia, il Futuro, la consolle della dj/sacerdotessa, luogo di una vera e propria performance nella dimensione del dj set. L'interazione tra luce dedicata e musica amplifica le dimensioni emotive e narrative di ogni sezione: come il Presente è in un'intima penombra, la luce posteriore a forte contrasto del Futuro non permette di scorgerne il volto ignoto, ma ne lascia intuire solo la sagoma.
Il violoncello crea un movimento spazio-temporale senza soluzione di continuità, come ispirato dalla fisica contemporanea e dalle intuizioni delle antiche discipline orientali. L'artista vola in bilico tra questi tre momenti sulle ali della necessità espressiva che la musica, e Polimnia, impongono.

Artisti e tecnici

Crediti

di Bea Zanin